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			    <title>Web News - eNet Italia | Web Design &amp; Web Marketing Agency Roma</title> 
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			<title>Riforma del lavoro: tensioni dopo la polemica sui fannulloni</title>
			<link>http://www.news-enetitalia.com/news/Riforma+del+lavoro%3A+tensioni+dopo+la+polemica+sui+fannulloni</link>
			<description><![CDATA[Emma Margegaglia in polemica con Susanna Camusso
Verrebbe da dire che in questo dibattito sulla riforma del lavoro (tutte le novità sul tema) ci mancavano solo i fannulloni: questa volta ad animare i botta e riposta a distanza in attesa della prossima riunione del tavolo ministeriale, prevista per il 23 febbraio alle ore 18:00, è la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia che, parlando di articolo 18 e licenziamenti,ha dichiarato di volere un sindacato «che non protegga gli assenteisti cronici, i ladri e chi non lavora».
Come prevedibile, la pioggia di reazioni non si è fatta attendere: particolarmente aspre le critiche di Cgil, Cisl e Uil, ma anche le reazioni politiche. Insomma, un nuovo polverone, che segue quelli, recentissimi, provocati dalle dichiarazioni sulla monotonia del posto fisso (del premier, Mario Monti), o sui giovani mammoni (del ministero dell’Interno, Anna Maria Cancellieri). E che ricorda l’espressione “lanciata” meno recentemente, e in riferimento al solo settore pubblico, dell’ex ministro Renato Brunetta.

		
Anche in questo caso, all’abbondanza di reazioni si accompagna un sollevamento del popolo della rete, con Twitter e i social network che ospitano opinioni e battute di chi si appassiona a questi dibattiti.
Una fase mediatica, insomma, che si alterna ai momenti in cui il dibattito torna invece nella sede istituzionale, ovvero il tavolo ministeriale sulla riforma del lavoro, che domani 23 febbraio, fra l’altro, non affronterà ancora il nodo dell’articolo 18 (di cui si parlerà a marzo), ma che servirà a proseguire il discorso degli ammortizzatori sociali e forse anche a parlare di contratti.
Ma partiamo dalle polemiche, che comunque riguardano i punti maggiormente caldi di questa riforma. Marcegaglia ha inserito la dichiarazione sui sindacati in un discorso relativo all’articolo 18, spiegando che secondo Confindustria il reintegro deve restare per i casi discriminatori, ma le imprese devono poter licenziare «le persone che non fanno bene il loro mestiere».
La stessa Marcegagia, dopo le polemiche che sono seguite, ha subito precisato di non aver avuto nessun intento offensivo nei confronti dei sindacati. E per Alberto Bombassei, vicepresidente di Confindustria nonché fra i principali candidati alla presidenza di Viale dell’Atronomia, Marcegaglia ha usato toni «esagerati nella forma ma non nel contenuto».
I sindacati, nel frattempo, hanno però espresso tutta la loro contrarietà.
La segretaria della Cgil Susanna Camusso ha definito «offensiva» la posizione di Marcegagia, che secondo il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, dovrebbe «smentire queste affermazioni». Per il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, «occorre abbassare i toni e lavorare tutti per un accordo per il bene del paese» e comunque il sindacato non difende «né i fannulloni, i ladri o gli assenteisti cronici», ma «i lavoratori onesti che fanno il proprio dovere e che pretendono lo stesso rispetto dai loro datori di lavoro». Ancor più tagliante il commento del numero uno della Uil, Luigi Angeletti: «la Uil non protegge assenteisti cronici né ladri. Gli imprenditori possono dire altrettanto?».
Insomma, come si vede, botta e risposta a distanza senza esclusione di colpi, condito fra l’altro da molteplici critiche anche da parte di esponenti politici del centro sinistra.
E non è nemmeno l’unico spunto di dibattito: c’è anche la Cisl preoccupata dell’eventualità che il governo di fatto punti a rompere il tavolo e a fare la riforma senza l’accordo delle parti sociali. A cui in realtà il ministero controbatte che la volontà era e resta quella di arrivare a un accordo. E sul fronte politico, anche in seguito alla posizione espressa dal permier, Mario Monti, che ha ribadito la volontà di concludere entro fine marzo con o senza l’intesa con le parti, il segretario del Pd Luigi Bersani ha espresso una sorta di altolà, dicendo che in questo caso l’appoggio del suo partito non sarebbe scontato. Intanto, gli imprenditori annunciano la presentazione di un proprio documento sulla flessibilità da presentare al tavolo.

 
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			<title>Redditi ministri e costi della politica: il parere degli imprenditori</title>
			<link>http://www.news-enetitalia.com/news/Redditi+ministri+e+costi+della+politica%3A+il+parere+degli+imprenditori</link>
			<description><![CDATA[Costi della politica, per gli imprenditori necessario ridurre i parlamentari più che gli stipendi
Giocando sull’espressione “costi della politica“, si potrebbe dire che per diversi esponenti del Governo Monti l’ingresso nelle istituzioni pubbliche è stato economicamente molto svantaggioso, visto quel che appare dalle schede trasparenza che i siti dei dicasteri hanno pubblicato in questi giorni sul reddito dei politici, anzi dei ministri del governo Monti.
Si potrebbe anche dire che ci sono casi di redditi da pensione molto alti. Così come si può rilevare che molti si sono posti il problema della compatibilità degli incarichi precedentemente coperti con quello attuale e hanno preso diverse decisioni anche in materia di trattamenti economici.
Sul tema, gli imprenditori italiani sono abbastanza divisi fra chi ritiene che la politica debba essere una professione esclusiva e chi invece pensa che un politico dovrebbe ridursi l’indennità in presenza di altre attività.
Mentre è decisamente maggioritario il consenso degli imprenditori intorno alla necessità di ridurre, in generale, le indennità dei politici. Lo rileva un’indagine effettuata dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza fra gli imprenditori lombardi (prima della pubblicazione dei redditi dei ministri) ed emblematicamente intitolata “La politica è una professione?”.

		
Come detto, la risposta vede gli imprenditori interpellati divisi a metà: il 49,3% ritiene che un politico dovrebbe svolgere il suo incarico in modo esclusivo, e percepire la relativa indennità, senza svolgere un’altra professione o attività, mentre il 50,7% dovrebbe farlo eliminando o riducendo l’indennità per il suo incarico se ha un’altra professione/attività. Dunque, un’opinione divisa quasi esattamente a metà fra il campione.
È invece più largo il consenso, al 60,6%, di coloro che vorrebbero ridurre lo stipendio dei parlamentari. Ma anche qui, fra le diverse ricette che gli imprenditori propongono per ridurre i costi della politica, quella sugli stipendi non è al primo posto, bensì sul terzo gradino del podio.
Il rimedio più gettonato è la riduzione dei parlamentari, votato dal 79,9% del campione.
Segue un’altra misura che riguarda i compensi, ma non gli stipendi, bensì i benefit, i rimborsi e la diaria dei parlamentari, che andrebbero aboliti per il 66% degli intervistati.
Poi, c’è il tanto contestato vitalizio: il 50% degli imprenditori ritiene che vadano innalzati i requisiti di età. Il 40,1% pensa che invece vadano ridotti i rimborsi elettorali ai partiti, il 21,6% è favorevole ad accorpare istituzioni ed enti con meno di 70 dipendenti, il 19% ritiene opportuno ridurre il personale assunto ad incarico, ed è infine quasi irrilevante, lo 0,4%, la percentuale di chi non è d’accordo con le misure di riduzione della politica centrale.
La prima evidenza che si può rilevare è che il tema dei costi della politica è centrale e gli imprenditori sono d’accordo su questo.
Stipendi dei ministri
Da questo punto di vista, la pubblicazione dei redditi dei ministri è un’operazione che ben si inserisce nel clima del paese e va incontro a un preciso sentimento espresso dall’opinione pubblica.
E il fatto che il governo Monti sia “tecnico” è di particolare interesse per valutare in modo equilibrato il rapporto che c’è fra redditi dei politici e redditi della classe dirigente (anche questo tema di grande attualità).
Per esempio, spicca il fatto che dalla titolare della Giustizia, Paola Severino, al collega dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, i redditi precedenti all’incarico fossero nettamente più alti di quello attuale: l’avvocato Severino nel 2011 dichiarava oltre 7 milioni di euro, l’AD di Intesa Sanpaolo Corrado Passera circa 3,5 milioni. Stesso discorso per il ministro dello Sport, Turismo e Affari Regionali, Piero Gnudi, che come commercialista nel 2011 ha dichiarato oltre 1,7 milioni di euro.
Mario Monti, che come è noto ha rinunciato a percepire gli stipendi di premier e di ministro dell’Economia, ha dichiarato nel 2011 un reddito intorno al milione e mezzo di euro.
Fra le altre dichiarazioni pesanti, quelle del viceministro Antonio Catricalà, ex presidente dell’Antitrust (740mila euro) e del titolare dei Rapporti con il Parlamento, Antonio Malaschini (707mila euro): su quest’ultimo caso si potrebbe aprire un ulteriore dibattito su pensioni e trattamenti pubblici, perché circa 500 milioni lordi del reddito sono appunto rappresentati dal trattamento come Segretario Generale in quiescenza del Senato della Repubblica (per la cronaca, ha rinunciato allo stipendio come Consigliere di Stato).
Enti locali
Questi dunque alcuni spunti offerti dall’operazione trasparenza del Governo. Ma non sono certo gli unici elementi del dibattito sui costi della politica, che nel corso degli ultimi anni ha prodotto anche altre scelte concrete, come quella relativa all’abolizione (parziale) delle province. E anche su questo l’indagine della Camera di Commercio di Monza e Brianza propone il punto di vista degli imprenditori.
L’ente locale con cui gli imprenditori si identificano maggiormente è il Comune, votato dal 65,7%, seguito dalla Regione, 25,2%, mentre solo il 9% lavora molto con la Provincia.
Sull’abolizione di eventuali altri enti con competenze provinciali gli imprenditori sono divisi: il 52,9% li abolirebbe, il 47,1% li manterrebbe, eventualmente riorganizzandoli. In un’ottica federalista, diventerebbe più importante il ruolo della Regione, 62,9%, seguito dai Comuni, 22,3%.
Infine, sulla vendita del patrimonio pubblico, un abbondante 80% è d’accordo (contro un 19,2% di contrari): le opinioni sono poi divise su come impiegare le risorse: riduzione del debito, investimenti, entrambe le cose.

 
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			<title>BluEMP: un role play per capire le esigenze delle Pmi</title>
			<link>http://www.news-enetitalia.com/news/BluEMP%3A+un+role+play+per+capire+le+esigenze+delle+Pmi</link>
			<description><![CDATA[bluEMP
Sono aperte le iscrizioni per la partecipazione alla simulazione bluEMP, un test gratuito per manager e professionisti che vogliono provare “sul campo” le soluzioni di Business Productivity Microsoft.
Si tratta di un vero e proprio gioco di ruolo all’interno del quale viene simulato lo sviluppo di una tipica giornata di lavoro di una azienda virtuale denominata “Contoso”. I partecipanti hanno il compito di immedesimarsi in differenti ruoli aziendali – Senior Account Manager, Business Development Manager, Sales e Marketing Manager – e affrontare una serie di problematiche tipiche dell’operatività di un’azienda.

	 	

Attraverso due facilitatori (ovvero delle guide al sistema bluEMP certificate Microsoft) i partecipanti hanno modo di scoprire come risolvere al meglio le problematiche, agendo nel modo più rapido ed efficiente possibile, grazie ai tool di comunicazione e condivisione delle informazioni della azienda di Redmond.
Secondo Luciano Pasini, formatore nelle sessioni EMP, «manager, professionisti e amministratori d’azienda, hanno finalmente la possibilità di scegliere in modo autonomo quali software impiegare nel loro lavoro e possono gestire al meglio il percorso decisionale che porta all’acquisto di un sistema IT, senza dover dipendere da consulenti esterni o personale tecnico».
Per prendere parte a una sessione gratuita bluEMP presso la sede di Blue Sof Consulting di Torino o di Milano, è sufficiente inviare una prenotazione attraverso il modulo presente nel sito bluemp.it. Le simulazioni sono rivolte non solo agli addetti IT delle aziende ma anche agli utenti finali, ossia a coloro che utilizzano il computer per il loro lavoro, ma non hanno specifiche competenze informatiche o capacità di programmazione.
 
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			</item><item>
			<title>Realizzazione del sistema START…</title>
			<link>http://www.news-enetitalia.com/news/Realizzazione+del+sistema+START%E2%80%A6</link>
			<description><![CDATA[Realizzazione del sistema START
 
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			<title>Fornitura chiavi in mano …</title>
			<link>http://www.news-enetitalia.com/news/Fornitura+chiavi+in+mano+%E2%80%A6</link>
			<description><![CDATA[Fornitura chiavi in mano di hardware e software per aggiornare ed espandere infrastruttura ICT della UOC di radioterapia
 
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			</item><item>
			<title>Gestione della riscossione…</title>
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			<description><![CDATA[gestione della riscossione coattiva delle imposte, tasse ed entrate comunali
 
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			<title>Procedura aperta per la gestione…</title>
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			<description><![CDATA[procedura aperta per la gestione del centro elaborazione dati
 
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			<title>Servizi di supporto tecnico-amministrativo…</title>
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			<description><![CDATA[Servizi di supporto tecnico-amministrativo al Responsabile procedimento in materia di attività produttive SUAP
 
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			<title>Forniture di beni e servizi…</title>
			<link>http://www.news-enetitalia.com/news/Forniture+di+beni+e+servizi%E2%80%A6</link>
			<description><![CDATA[Forniture di beni e servizi
 
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			<title>Servizi di assistenza software triennali</title>
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			<description><![CDATA[servizi di assistenza software triennali finalizzati a supportare gli enti della pubblica amministrazione locale nell impiego degli strumenti e delle infrastrutture previste dal CAD
 
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